O dati o morte: storie di ADV e portafogli

Immagina una campagna di Facebook ADV. Immagini un topic, sviluppi un testo e l’immagine correlata e poi la carichi per farla viaggiare “in dark” su Facebook INC.

Per intenderci il dark è la parte di post che ti compaiono anche se tu non hai messo like alla pagina, perché Facebook te le suggerisce pensando possa essere affine a te per gusti, area geografica e altro ancora.

Una campagna ADV funziona in maniera abbastanza semplice

Ecco, una campagna ADV si struttura come ho appena detto. Lei funziona in maniera abbastanza semplice: tu le dai dati e quella incomincia a cercare il pubblico di interessati, il tuo target. Più dati dai, più lei va in profondità, più in profondità va la tua campagna meglio è per ottenere risultati effettivamente utili. Perché? Perché altrimenti hai poco in mano.

Supponiamo che tu sia un e-commerce di abbigliamento: un negozio online con un tuo sito e prodotti ricercatissimi. Voler vendere abbigliamento su Facebook e Instagram è un naturale “braccio” del tuo brand.

Io per quel brand potrei anche fare una campagna ADV senza avere troppi dati, ma in realtà non lo farei mai. Perché non è professionale. Una persona che non si fa troppi problemi etici e professionali magari ci proverebbe.

Chiederebbe al proprietario un grande budget e profilerebbe dei target che sarebbero molto generici. Fatto quello cosa otterrebbe? Nulla, perché parti con campagne di ADV con grandi budget, ma senza dati concreti, otterrai che le tue campagne andranno a toccare dal ventenne che ama i jeans strappati e le felpe un po’ più tamarre, al cinquantenne che indossa solo Birkenstock e Polo.

Plausibilmente nessuno dei due comprerà qualcosa da te. 

Per capirci la campagna ADV è come quando sei in in autostrada da ore e hai una gran sete, fa caldo.

Sotto il sole soffri. Poi vedi l’autogrill: parcheggi, chiudi l’auto e vai al bar. Fai tutta la fila e poi arriva il tuo turno. Un buon bicchiere di acqua naturale dal frigo, già ti immagini le gocce d’acqua che scivolano sulla superficie fredda. E magari, già che ci sei, ordina anche una bibita da portar via. Ecco lì, solo allora ti accorgi di non aver portafoglio: come fai?

Quasi sicuramente nessuno ti presterà del denaro e non puoi avere alcunché, perché non hai abbastanza (soldi) per poter essere soddisfatto. Stesso discorso vale per una campagna ADV senza dati da farle “macinare“. 

Nel mercato Ads serve conoscere chi hai dall’altra parte dello schermo. Perché è improbabile che il ventenne e il cinquantenne non ti sono utili? Perché non condividono gli stessi gusti

Soprattutto, se la tua campagna riesce a prendere uno e l’altro target vuol dire che non è abbastanza mirata ed è improbabile si sia riuscito a fare un tipo di comunicazione tale adatta tanto a un ventenne, quanto e un cinquantenne (soprattutto nell’ambito della moda).

Così plausibilmente la ricerca non porterà a risultati, perché se c’è un mischione, vuol dire che poi quei risultati saranno impuri, qualcosa che poi non riesci a vendere e che non torna utile per le prossime attività. 

Ho fatto un mischione e ho ottenuto comunque dei risultati, sono un genio?

No, hai fortuna. Salvi la faccia questa volta con i clienti, ma la prossima? Otterranno anche “risultati”, ma non contano nulla perché sono poco ottimali al risultato di vendere e ancora meno per il futuro, proprio perché “sporcano” le tue attività ADV.

Lo vedo ogni giorno con i miei clienti: o dati o morte. Quindi, Mike

Allora, questi sono i miei super rapidi consigli: primo torna in auto e prendi il portafoglio, secondo la campagna di ADV falla solo una buona ricerca di dati concreti. Studi, analizzi e poi parti con l’ADV.

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